Sonic: l’icona carismatica (e velocissima) dei videogiochi

Sonic

nerdface nerd origins sonic 1991

«An adventure is no fun if it’s too easy!».

Un’icona carismatica

Riuscire a diventare una vera e propria icona dell’industria videoludica giapponese negli anni ’80 e ’90 era un’impresa certamente molto ardua, considerando l’immensa produzione con cui confrontarsi.

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Tre personaggi riuscirono, però, a ergersi al di sopra gli altri, riuscendo a mantenersi vivi e sulla cresta dell’onda costantemente, fino ai giorni nostri: Mario, Link e Sonic; tutti e tre furono i primi a guadagnare, nel 2005, una stella nella Walk of Game di San Francisco, iniziativa sorprendentemente poco longeva, coi suoi due anni di durata.

Tre alfieri giapponesi

Risulta comunque molto indicativo che i primi personaggi scelti per far parte di un ideale Olimpo del videogioco furono proprio i tre alfieri giapponesi. Tra di essi, Sonic è il più giovane, nato il 23 Giugno 1991, col primo videogioco a lui interamente dedicato, Sonic the Hedgehog, per Sega Mega Drive. Nel caso del nostro riccio blu, possiamo sicuramente parlare di genesi di un’icona.

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Infatti, fin dall’inizio non si trattò della creazione di un personaggio qualsiasi e per un gioco qualsiasi, perché Sega stava cercando in quel periodo non solo una nuova serie di punta, ma anche una mascotte che rappresentasse il marchio. Il videogioco fu realizzato da Hirokazu Yasuhara, Yūji Naka e Naoto Ōshima, ma fu attribuito a quest’ultimo il design di Sonic, sebbene originariamente non fosse esattamente come lo conosciamo oggi.

Una prima bozza molto diversa

Nella prima bozza scelta tra le varie ipotesi, il riccio era di colore verdognolo tendente al celeste e si sarebbe dovuto chiamare Needlemouse, nome fortunatamente presto scartato. Successivamente fu colorato di blu, poiché si trattava del colore dell’azienda e, dovendo rappresentarla, non poteva essere altrimenti. Per questo primo titolo fu creato anche l’acerrimo nemico di sempre, il Dr. Eggman, Dr. Ivo Robotnik nella versione italiana.

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Una curiosità abbastanza divertente risiede nel fatto che, per disegnare il terribile antagonista, gli autori si ispirarono a Theodore Roosevelt, realizzandone di fatto una caricatura.

Il potere della super velocità

I poteri del nostro eroe erano già abbastanza delineati già nel primo videogioco, con la super velocità che gli consentiva di sfrecciare nel mondo ed eliminare i nemici. Ecco come un Sonic molto simile a quello che tutti conosciamo faceva il suo ingresso nel mondo dei videogame, per quanto pochi sanno che fosse già apparso con un cammeo all’interno di Rad Mobile, gioco di corse automobilistiche per sala giochi, uscito poco prima nello stesso anno. Nel corso del tempo la personalità di Sonic andò a delinearsi in maniera sempre più netta e riconoscibile.

Un indice di successo

Il nostro amatissimo riccio blu ha un carattere forte e deciso, molto sicuro di sé e delle proprie capacità, caratterizzato da quel sorriso di chi sa il fatto suo e non ha paura di dimostrarlo al mondo, diventandone più volte il salvatore. Lo ricordiamo spesso rappresentato con l’indice puntato verso di noi, in atteggiamento di sfida, con quel suo magico sorriso di chi desidera nuove sfide e avventure, che vincerà senza alcun dubbio.

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Sonic è dotato di una sicurezza in se stesso che pochi riescono a trasmettere in maniera così tanto tangibile, facendone un personaggio dal carisma straordinario. Negli anni seguenti sono stati aggiunti nuovi poteri, power up, trasformazioni, compagni e nemici, ma velocità e carisma non sono mai venuti meno. Anche il design del personaggio ha subìto qualche piccola modifica, dalla forma estremamente rotondeggiante dei primi tempi, fino a diventare più slanciato e meno tozzo.

Da gioco a film

La base è però sempre stata la stessa perché, come normale che sia, andare a trasformare un personaggio tanto famoso e amato d’aver guadagnato l’immortalità con un aspetto così caratteristico e riconoscibile, avrebbe potuto facilmente rivelarsi un brutto errore. Ne sanno qualcosa gli autori del film Sonic del 2020, prima trasposizione cinematografica del nostro eroe blu: a causa di un restyling troppo ardito che puntava a un realismo eccessivo, furono costretti a rimettere mano alla pellicola per cambiare l’aspetto del protagonista realizzato in CGI, in modo da evitare un linciaggio sulla pubblica piazza da parte dei milioni di fan della saga.

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