The last house | Un gran peccato | Recensione

Il voto di Nerdface:
2.5 out of 5.0 stars
| Titolo originale | The last house |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | USA |
| Anno | 2026 |
| Durata | 110 minuti |
| Uscita | 7 Agosto 2026 |
| Genere | Fantascienza |
| Regia | Louis Leterrier |
| Sceneggiatura | Matthew Robinson |
| Fotografia | Pål Ulvik Rokseth |
| Musiche | Yair Elazar Glotman |
| Produzione | 3 Arts Entertainment Carrousel Studios Chernin Entertainment Rocket Science Thank You Pictures Thank You Studios |
| Distribuzione | Netflix |
| Cast | Wagner Moura Greta Lee Emma Ho Gabriel Barbosa Audrey Anderson Riley Chung Noah Alexander Sosnowski Arden Cho Sid Edwards Eveline Reynolds-Boison Lewis Goody Nancy Baldwin Tawny Fontana Jed Aukin |
Il voto di Nerdface:
2.5 out of 5.0 stars
«Non siamo più noi al timone di questa barca»
Uscito il 7 Agosto su Netflix e stabilmente in Top 10 da quella data, The last house è stato uno dei fenomeni televisivi estivi del canale in streaming. Il film di Louis Leterrier, scritto da Matthew Robinson, in effetti ha molti elementi d’interesse e sicuramente ha intercettato paure e angosce recenti che pensavamo ormai lontane e che, al contrario, covavano sotto la fragile apparenza di una quotidianità riconquistata.
Sembrava un giorno come tanti
Ma partiamo con ordine: una normale giornata di pioggia si trasformerà in un incubo e in una prova di sopravvivenza estrema non solo per la famiglia protagonista di The last house, ma per un’intera città e, probabilmente, per tutto il mondo.
La famiglia Delgado
Joe Delgado è un uomo in difficoltà economiche e un pescatore amatoriale: un giorno, sarà costretto ad affrontare una sfida impossibile insieme alla sua famiglia, composta da moglie, due figli piccoli e un cane.

Un temporale senza fine, infatti, non solo interrompe la connessione internet e le trasmissioni televisive, ma costringe dentro casa chiunque vi abbia trovato rifugio. Le porte e le finestre sembrano sigillate, i vetri non si spaccano, così come le mura d’ogni edificio. È questa la sorte che toccherà anche ai Delgado, ovviamente precipitata nel panico come tutto il resto del vicinato.
Fare squadra
Dopo i primi momenti di naturale smarrimento, dovranno fare squadra per sopravvivere, razionando il cibo, ingegnandosi per coltivarne altro e inventando un modo per trascorrere il tempo e cercare di comprendere cosa diavolo stia capitando.
Cosa vi ricorda?
Insomma, tutti gli abitanti del quartiere si trovano imprigionati nelle rispettive case, senza la possibilità d’uscire a causa di una minaccia invisibile e incomprensibile, che scatena illazioni e ipotesi non solo tra chi vive sotto lo stesso tetto, ma anche tra i vicini, che possono comunicare gli uni con gli altri tramite cartelloni. Almeno finché resta l’inchiostro. Cosa vi ricorda?

Immaginiamo che in molti siano ritornati ai tempi non così lontani, poi, delle quarantene e del Covid, quando le nostre vite furono confinate dentro le mura delle nostre case. The last house, in effetti, sembra voler portare all’estremo quella condizione, facendo insieme una non poi così sottile metafora degli USA della Presidenza Trump e delle ignobili imprese delle squadracce dell’ICE.
Americani ai margini
I protagonisti di The last house, infatti, sono non soltanto i componenti di una famiglia in difficoltà economiche, ma pure un nucleo interrazziale: il padre, interpretato da Wagner Moura, porta un cognome latino, mentre la madre, affidata alla brava Greta Lee, è di origini asiatiche.
Welcome to Seattle
Pure la scelta d’ambientare la vicenda a Seattle ci sembra indicativa, sebbene The last house sia stato interamente girato a Londra: la città ricordata per aver dato i natali musicali al grunge, fu il teatro delle contestazioni e delle rivolte del 1999 contro il WTO, il momento in cui il movimento No Global si palesò con forza agli occhi del mondo e dei potenti. Inoltre, è sede della Pride Foundation, l’organizzazione per i diritti della comunità LGBTQ+.

Al di là di come la si pensi in merito, The last house almeno nella prima parte del film svolge molto bene il suo lavoro, riportandoci alla mente i migliori film di genere, capaci di denunciare gravi situazioni sociali.
Scelte estreme
L’iniziale euforia per un nuovo modo di vivere, unita alla convinzione irrazionale della fine imminente dell’emergenza, si scontrerà presto con la scarsità di risorse alimentari e di medicine, con l’impotenza di fronte alle morti dei dirimpettai meno fortunati e con la necessità di compiere scelte drastiche ed estreme.
La proverbiale buccia di banana
Dove The last house scivola sulla proverbiale buccia di banana, andando contemporaneamente a dilapidare quanto di buono aveva seminato, è probabilmente nel tentativo d’inserire un tema ambientalista, sacrosanto, ma piazzato con superficialità e imperizia.

Accade spesso di voler strafare, anche quando si è spinti dai migliori intenti. È il caso di The last house, che sembrava lanciato verso l’esplorazione dei peggiori abissi materiali e psicologici umani e che, invece, decide bruscamente di virare verso un happy ending facilotto e poco credibile. Un gran peccato.
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| Titolo originale | The last house |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | USA |
| Anno | 2026 |
| Durata | 110 minuti |
| Uscita | 7 Agosto 2026 |
| Genere | Fantascienza |
| Regia | Louis Leterrier |
| Sceneggiatura | Matthew Robinson |
| Fotografia | Pål Ulvik Rokseth |
| Musiche | Yair Elazar Glotman |
| Produzione | 3 Arts Entertainment Carrousel Studios Chernin Entertainment Rocket Science Thank You Pictures Thank You Studios |
| Distribuzione | Netflix |
| Cast | Wagner Moura Greta Lee Emma Ho Gabriel Barbosa Audrey Anderson Riley Chung Noah Alexander Sosnowski Arden Cho Sid Edwards Eveline Reynolds-Boison Lewis Goody Nancy Baldwin Tawny Fontana Jed Aukin |











