Warren Beatty: l’indimenticabile protagonista di Dick Tracy
Warren Beatty

«Art is truth».
Non solo Dick
Di Warren Beatty abbiamo ricordi ben precisi e radicati, tutti legati all’infanzia. È quindi strano scoprire, con imperdonabile ritardo, che la sua carriera è stata meno sfumata di quanto si pensi. Il punto è che Warren Beatty, per me e probabilmente per chi legge abitualmente queste pagine, è Dick Tracy; forse, i più smaliziati lo ricorderanno come quel giocatore di football americano morto e finito in Paradiso… Andiamo a scoprire invece quante sorprese si celino oltre l’impermeabile giallo vestito nel cinecomic tratto dal fumetto di Chester Gould.
Gli esordi televisivi
Warren Beatty inizia la sua carriera sul finire degli anni ’50, sul piccolo schermo. Ha un discreto successo e non ci vuole molto perché approdi al cinema con Splendore nell’erba. Il film ruota attorno al tema del sesso prematrimoniale, condannandolo, e non ha alcun appeal, a meno che non siate puritani o fondamentalisti cristiani.
La prima nomination
Durante le riprese, Warren Beatty guadagna parte della nomea di seduttore che lo accompagnerà per tutta la vita, intrattenendo una relazione con la protagonista Natalie Wood, all’epoca sposata. Fu di breve durata, perché l’attore mostrò un certo interesse anche per la sorella di lei. Cronache rosa a parte, il film diede il via a una carriera che lo vede costantemente impegnato per un decennio e che lo vedrà in nomination agli Oscar per Gangster story, nel 1967.

Contemporaneamente alla carriera da attore, cresce in Warren Beatty anche la voglia di mettersi dietro la macchina da presa. Nel 1978, questa passione sfocerà ne Il Paradiso può attendere, remake di una pellicola del 1941 e per molti di noi rappresentò probabilmente il primo incontro con Warren Beatty. È la storia di un giocatore di football americano che muore anzitempo per una distrazione del suo angelo custode e al quale è permesso di reincarnarsi in un altro corpo.
Il primo Oscar…
Ironia della sorte, pare che Warren Beatty raffreddò molto i rapporti con la sorella maggiore, Shirley MacLain, quando lei iniziò ad affermare d’essere la reincarnazione di un antico abitante d’Atlantide… Il Paradiso può attendere vale un Oscar alla Scenografia e forse Warren Beatty non è pienamente soddisfatto e nel 1981 ci riprova con ha una storia degna della statuetta dorata.
… e quelli successivi
Arriva infatti Reds, film basato sulla vita del giornalista John Red e della sua testimonianza diretta della Rivoluzione d’Ottobre, in Russia. La pellicola piace all’Academy e guadagna ben quattro nomination. Alla fine saranno tre gli Oscar aggiudicati e, tra gli altri, pure quella ambitissima di Miglior Regia.

Fatta incetta di premi, Warren Beatty prosegue una discontinua carriera d’attore, cui intervalla quella di produttore e di sceneggiatore. Bisogna aspettare il 1990 per vederlo ancora dietro la macchina da presa, nel suo cinecomic Dick Tracy, ispirato al personaggio pulp creato da Chester Gould.
Il film s’avvale dello stesso direttore della fotografia di Reds e, infatti, le luci, insieme al trucco, sono gli aspetti più convincenti di una pellicola che gioca tutto sui colori primari e il grottesco degli antagonisti.
Un cast della Madonna
Dick Tracy annovera nel cast Madonna, con la quale Warren Beatty intratterrà una relazione sentimentale, e Al Pacino. Pur non essendo considerato un capolavoro, il film becca ben tre Oscar e rimane in un certo senso indimenticabile, sicuramente la storia che più d’ogni altra accostiamo all’attore.
L’ultima apparizione
L’ultima apparizione, nella doppia veste di attore e regista, sarà nel 2016 con L’eccezione alla regola, in cui Warren Beatty interpreta Howard Hughs, lo stesso portato sullo schermo da Leonardo DiCaprio in The aviator, frapposto alla storia d’amore di due suoi dipendenti.












