H.G. Wells: lo scrittore che c’insegnò a temere il futuro

h.g. wells in piedi poggiato alla sua libreria - nerdface

H.G. Wells

«If we don’t end war, war will end us».

Il futuro fa paura

Perché ricordare la figura di H.G. Wells? Occorre fare una premessa: la Fantascienza è sempre stata una delle nostre più grandi passioni ed è interessante pensare che, nel corso degli anni, la sua definizione si sia allargata tanto da poter comprendere libri e opere davvero molto lontane nel tempo. Per esempio, proprio l’altra sera con amici ci siamo trovati a vedere quella ciofeca immonda di Victor: la storia segreta del dott. Frankenstein e la discussione è ovviamente virata sul romanzo originale.

Le paure legate alla tecnologia e al futuro

Mary Shelley scrive il suo romanzo nel 1816, forse da sola, forse aiutata dal marito, durante una noiosa vacanza, ma lo usa per dare voce alla paura del futuro e, più precisamente, ai dilemmi morali che il repentino avanzamento tecnologico stava facendo nascere. La paura della tecnologia ci accompagnerà nell’Horror come nella Fantascienza fino agli anni ’50 del secolo successivo e ancora più avanti, poiché la scienza nei film è in grado, sì, di far rinascere i morti, ma anche di mutare insetti fino a renderli giganteschi e in grado di distruggere il pianeta.

La macchina del tempo

Frankestein è un romanzo gotico, ma può entrare perfettamente nella Fantascienza ante litteram: questo è lo spunto per parlare di H.G. Wells il quale, alla fine del 1800, farà compiere al genere fantascientifico ulteriori passi in avanti. Siamo nel 1895, ottant’anni dopo Frankestein, quando pubblica La macchina del tempo, uno dei suoi romanzi più famosi e conosciuti.

h.g. wells legge un libro - nerdface

Si narra di uno scienziato che ha inventato un marchingegno capace di spostarsi avanti e indietro nel tempo, ma non nello spazio. I suoi viaggi lo porteranno in un futuro lontanissimo, nel quale la razza umana è divisa in due specie distinte: i pacifici Eloi e i brutali Morlock. Ciò che sembra un semplice espediente narrativo nasconde, invece, una feroce critica sociale, che contrappone i nobili da una parte e il ceto medio basso dall’altro, viziato l’uno, sfruttato l’altro.

La critica sociale di Eloi e Morlock

H.G. Wells immagina un futuro nel quale segretamente i Morlock si cibano degli Eloi. Se la Shelley, dunque, guardava al lato prettamente umano, H.G. Wells invece punta sulla società e sulla sua critica. Rimane in entrambi un forte pessimismo di fondo, poiché, come il dottore, anche il crononauta deciderà d’allontanarsi dalla società e di non fare più ritorno alla sua epoca. Da La macchina del tempo sono stati tratti due film: L’uomo che visse nel futuro (1960) e il suo remake meno efficace, The time machine (2002).

L’isola del Dottor Moreau

L’anno successivo, il 1896, è invece quello de L’isola del Dottor Moreau. Ancora una volta etica, Fantascienza e critica sociale, si mescolano in una storia più gotica, nella quale lo scienziato pazzo è il protagonista assoluto. Il Dottor Moreau è, infatti, un medico che da anni studia e mette in atto una pratica che umanizzi gli animali selvaggi. La sua isola, dove il protagonista fa uno sfortunato naufragio, è abitata da queste aberrazioni che, ovviamente, si ribellano.

h.g. wells è alla sua crivania - nerdface

Il senso del racconto è semplice: gli esperimenti dello scienziato sono umani solo all’apparenza, ma conservano il loro istinto selvaggio e sono pronti a farlo riemergere. L’origine delle specie di Charles Darwin era uscito nel 1859 e quindi è possibile leggere ne L’isola del Dottor Moreau un monito a cosa può essere (o a cosa sia) l’umanità se si lascia andare ai suoi istinti primitivi, tanto più che H.G. Wells era un convinto sostenitore della Teoria dell’Evoluzione e del darwinismo sociale. Ricordate gli Eloi e i Morlock?.. Anche da questo fortunatissimo romanzo sono stati tratti alcuni film, il più recente dei quali, L’isola perduta, vede Marlon Brando nel ruolo dello scienziato pazzo accanto a Fairuza Balk, Val Kilmer e Ron Perlman.

L’uomo invisibile

Ancora un anno e, nel 1897, arrivano altri due capisaldi della Fantascienza. Il primo è L’uomo invisibile, nel quale H.G. Wells cerca di rispondere a una semplice domanda: cosa saresti in grado di fare se nessuno potesse vederti? Il protagonista è uno sfortunato scienziato, che sperimenta su se stesso un siero dell’invisibilità. La riduzione cinematografica che preferiamo è quella del 2000, perché enfatizza di più il lento deteriorarsi della moralità del protagonista. Attenzione, però: il romanzo originale è parecchio più leggero.

La guerra dei mondi

Il secondo libro del 1897 è, invece, l’osannato La guerra dei mondi. A farla da padrone sono i marziani, nel senso proprio degli abitanti di Marte, i quali decidono d’invadere la Terra per schiavizzare la popolazione ed eventualmente cibarsene. Nato come critica al colonialismo inglese, La guerra dei mondi è diventato un cult grazie a Orson Welles (nessuna parentela, solo un cognome simile) e al suo celebre programma radiofonico del 1938 che, secondo la leggenda, terrorizzò parecchie persone incapaci di distinguerne il carattere di fiction.

h.g. wells prende appunti alla sua scrivania - nerdface

All’interno del libro c’è anche spazio per un aggancio a La macchina del tempo, perché uno dei personaggi ipotizza una conclusione in cui gli alieni sopravvivono ai batteri terrestri e dominano la Terra per parecchio tempo, mentre alcuni umani, i borghesi soprattutto, si adattano e altri si rifugiano nel sottosuolo, instaurando una resistenza che li porterà a trionfare contro gli invasori. E ci si chiede: cosa ne faranno i vincitori di coloro che si sono assoggettati, trovandosi in un mondo ormai povero di risorse a causa della lunga dominazione marziana? Li trasformeranno in Eloi?

Un autore citato in molte opere

Scrittore molto prolifico, H.G. Wells è diventato icona, tanto da entrare a far parte di storie di altri. Alcuni esempi ai quali siamo molto affezionati: il primo è tratto dalla serie Lois & Clark, dove lo scrittore appare come personaggio secondario in alcuni episodi. Poi c’è il romanzo Londra tra le fiamme, di Joe R. Lansdale, seguito di Fuoco nella polvere, nel quale H.G. Wells appare come protagonista insieme a Mark Twain e a un altro grande sognatore, Jules Verne. Infine, come non citare il comprimario di molte avventure di Dylan Dog, il folle e visionario inventore Lord Wells?

h.g. wells è anche in dylan dog - nerdface

Siamo partiti dal romanzo gotico di Mary Shelley per arrivare ai giorni di oggi, perché H.G. Wells, come tutti i grandi, ha saputo narrare storie universali e adattabili a ogni epoca, nella quali ci ricorda come non sia la tecnologia lo spauracchio, ma l’uso che se ne fa, tracciando metafore per porre feroci critiche sociali e incarnando ansie e preoccupazioni per un futuro in cui, come sempre, la variabile siamo noi.

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