Hook: il film che ci riportò sull’Isola che non c’è

uncino costringe contro il muro peter pan e lo minaccia con una spada - nerdface

Hook

la locandina ufficiale di hook vede uncino e peter pan contrapposti - nerdface

«To live would be an awfully big adventure».

Tornare a volare

Correva l’anno 1991. Steven Spielberg manda nelle sale Hook prima di dedicarsi alla pre-produzione di un film su un parco a tema dove dominano i dinosauri. Ma la storia di Hook nasce molto prima: il regista è solo un bambino e sua madre legge spesso Peter Pan come storia della buonanotte. Steven Spielberg s’innamora del personaggio, tanto da dichiarare in seguito di sentirsi molto affine al protagonista e, addirittura, d’essere colpito dalla sindrome omonima che, è bene ricordarlo, non è ufficialmente riconosciuta nei moderni manuali di Medicina.

La sindrome di Peter Pan

Con sindrome di Peter Pan s’intende la condizione psicologica di un individuo che non vuole crescere, né intende assumersi responsabilità. Sono quelli che vivono di serate con gli amici, birrette e Playstation… Praticamente, ogni individuo di sesso maschile sopra i trent’anni. Torniamo a Steven Spielberg: sul finire degli anni ’80, il progetto di un sequel delle avventure di Peter Pan inizia a comporsi. All’inizio si pensa di farne un musical e John Williams scrive anche alcune canzoni, ma solo una di queste troverà parte effettiva nella pellicola futura. A patrocinare il progetto c’è l’onnipresente mano di Disney.

rufio minaccia peter pan con una spada - nerdface

Nel 1985 Hook entra in pre-produzione ed è chiamato a sceneggiarlo James V. Hart il quale, in seguito, scriverà diversi film di quelli che ci piacciono molto, come Dracula di Bram Stoker e Contact, e alcuni che è meglio non ricordare, tipo Tomb Raider: la Culla della Vita. Lo sceneggiatore è bravo, ma per una storia del genere serve quella scintilla difficile da trovare. In suo soccorso arriva il figlio Jake che, da vero figlio d’arte, con due semplici domande monta su la storia, chiedendo: «E se Capitan Uncino non fosse morto mangiato dal coccodrillo?». Ancora: «E se Peter Pan diventasse grande?».

Se Peter Pan diventa adulto

«Meravigliosa mente di bambino è!», direbbe Yoda. Frazie a questi suggerimenti e alla sindrome di Peter Pan stravolta, Hook prende la sua forma definitiva. Dunque, finalmente, il film: Hook è un sequel e vuole narrare gli eventi della vita dell’eterno bambino e del suo acerrimo rivale, Capitan Uncino. Il vecchio pirata medita vendetta e ordisce un malvagio piano per spingere Peter Pan a una resa dei conti. Ma Peter non è più Pan, ora è Banning, un adulto divenuto anche padre. È vecchio e, orrore degli orrori, non sa più volare. In più, non ricorda nulla della sua vita precedente e, benché adori i suoi due figli, è troppo concentrato sul lavoro per dedicarsi a loro come dovrebbe.

Robin Williams e Dustin Hoffman

Sarà proprio l’amore per i figli, rapiti da Capitan Uncino, a spingerlo a tornare quello di un tempo. Peter Pan adulto ha le fattezze di Robin Williams e la parte del pirata è invece affidata a un Dustin Hoffman davvero ispirato.

dustin hoffman è capitan uncino dai baffi arricciati - nerdface

Hook fila liscio come l’olio. Sono i due interpreti a reggere il film, più che le scene d’azione o la comicità piuttosto semplice e dal target puntato verso il basso. Sono i monologhi da depresso egocentrico d’Uncino e la capacità mimica di Robin Williams a rimanere impressi, più della pur splendida scenografia, capace di mostrare l’Isola che non c’è in tutti i suoi dettagli. C’è, poi, la sindrome di Peter Pan declinata al contrario, dedicata ai genitori che hanno accompagnato i figli al cinema, perché abbiano qualcosa cui pensare.

Una riflessione sulla paternità

Il protagonista non vuole crescere, almeno fin quando non scopre l’amore. Sarà è il pensiero d’essere padre a renderlo capace di volare. Insomma: puoi scappare dalle tue responsabilità per moltissimo tempo, ma arriverà sempre la donna per la quale varrà la pena mettersi una cravatta, diventare un impiegato e invecchiare. Esattamente come decide Peter Pan in Hook.

peter è tornato pan e combatte i pirati - nerdface

È la nipote di Wendy a incastrarlo e a trasformarlo in Banning, a toglierli di torno sirene, biglie e pellerossa e a spedirlo nel mondo reale. E Peter ne è più che contento, tanto da dimenticare l’Isola che non c’è e la sua vena di follia intrinseca. A tutti noi è capitata una situazione del genere, o capiterà prima o poi, inutile nasconderlo. Ed è bellissimo quando capita, perché tutte le avventure del mondo non valgono lo sguardo che Peter Banning rivolge al suo primogenito appena nato.

Il resto del cast

Oltre a Robin Williams e Dustin Hoffman, nel cast vanno segnalati parecchi altri attori notevoli. In primis c’è Julia Roberts, chiamata a interpretare la fatina Trilli; c’è Bob Hoskins nei panni di Spugna. Maggie Smith, già attrice affermata ben prima del ruolo di Minerva McGranitt nella saga di Harry Potter, è invece una Wendy vecchia ma non stanca, mentre la sua controparte da giovane è una ancora quasi sconosciuta Gwyneth Paltrow.

julia roberts è trilly e sorride mentre è seduta dentro una lampada - nerdface

Ci sono poi da considerare i vari cammeo, come quello di Glenn Close nel ruolo di un pirata, quelli più difficile da scovare di George Lucas e Carrie Fisher, che si baciano su un ponte di Londra, e quello di Phil Collins. Insomma, Hook è un film semplicemente divertente e ricco anche di una certa profondità. È invecchiato bene ed è ormai un classico televisivo nel periodo di Natale, quindi statene certi: avrete possibilità di vederlo ancora una volta e presto.

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