Jack Nicholson: il sorriso beffardo di un gigante del cinema

Primo piano di Jack Nicholson - nerdface

Jack Nicholson

Primo piano di Jack Nicholson - nerdface

«There’s only two people in your life you should lie to: the police and your girlfriend».

Oro in bocca

Mito assoluto del cinema internazionale, Jack Nicholson è stato protagonista del grande schermo per diverse decadi, dall’inizio della sua carriera, datato più o meno agli anni ’60, fino ai giorni nostri. È del 1958, infatti, il suo esordio da protagonista nel film The Cry Baby Killer. Ha appena 21 anni e s’avvale anche dell’aiuto, nelle vesti di produttore esecutivo, di Roger Corman, col quale aveva stretto amicizia fin dai tempi dei corsi d’Arte Drammatica che frequentava.Corman, due anni più tardi, lo dirigerà sul set nel musical La Piccola Bottega degli Orrori, anche se in questo caso il ruolo di Jack Nicholson non sarà da protagonista. La collaborazione tra i due sarà duratura e lavoreranno insieme ne I Maghi del Terrore (1963), sceneggiato da Richard Matheson; poi ne La Vergine di Cera (1963); infine ne Il Massacro del Giorno di San Valentino (1967), nel quale però l’attore ha soltanto un cammeo. La fama vera arriva nel 1969, quando entra nel cast di Easy Rider: il film di Dennis Hopper gli varrà anche una nomination agli Oscar come Miglior Attore Non Protagonista. Dal quel momento, la quantità delle pellicole cui partecipa aumenta esponenzialmente e, incredibilmente, si tratta per la maggior parte di cinema di qualità.

Jack Nicholson su un centauro affiancato a un altro motociclista - nerdface

Il primo Oscar

Fioccano ancora le nomination, per Cinque Pezzi Facili (1970) e Chinatown (1974) per dirne due; alla fine, nel 1976 Jack Nicholson può mettere le mani sull’ambita statuetta per la sua interpretazione nel capolavoro di Milos Forman, Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo (1975). Il film sbanca e arriva a vincere 5 Oscar e nelle categorie più prestigiose. D’altra parte, Jack Nicholson l’Oscar lo inseguiva da almeno 6 anni, essendo stato in nomination praticamente a ogni edizione dal 1970: quello non sarà l’unico, ma per arrivare agli altri dovrà aspettare qualche anno ancora.

Jack Nicholson spruzza l'acqua di una fontanella - nerdface

Shining

Nel 1980, intanto, arriva l’interpretazione che forse noi ricordiamo più facilmente. A dirigerlo è Stanley Kubrik, per un film tratto da un famoso romanzo di Stephen King. Ovviamente parliamo di Shining, che vede Jack Nicholson nel ruolo difficile di un protagonista roso dall’alcol, dalla follia e dai fantasmi del passato, in un isolato albergo in bassissima stagione. Sebbene inizialmente la riduzione non sia piaciuta tanto al Re, ha invece convinto il resto del mondo: la faccia di Jack Nicholson col suo sorriso sardonico e lo sguardo determinato, proprio dei folli assetati di sangue, sono rimasti dentro gli incubi di moltissime persone e, ancora oggi, fanno parte dell’iconografia cinematografica mondiale, così come il suo corpo congelato nel labirinto dell’albergo.

Primo piano di Jack Nicholson attraverso la porta spaccata con la sua accetta in Shining - nerdface

Il secondo e terzo Oscar

L’anno successivo, invece, è diretto da Warren Betty per il suo Reds, film che vale a Jack Nicholson un’ulteriore candidatura agli Oscar. La seconda statuetta è, però, dietro l’angolo e nel 1984 arriva per la sua performance in Voglia di Tenerezza. Strano a dirsi, ma prima di rivolgersi a Jack Nicholson il regista James L. Brooks, produttore esecutivo de I Simpson, aveva pensato a ben tre possibili interpreti: Burt Reynolds, Harrison Ford e Paul Newman. Tutti avevano rifiutato per vari motivi e Jack Nicholson era l’ultima scelta possibile. Il regista ne rimarrà folgorato, poiché vorrà fortemente l’attore anche per Qualcosa è Cambiato (1998), film splendido che gli permetterà di vincere il terzo Oscar. È una commedia sentimentale e forse non avrà molto appeal sui più giovani, ma vale la pena recuperarla anche solo per sentire una delle battute più belle di sempre: «Come fa a descrivere così bene le donne nei suoi romanzi?». «Penso a un uomo e gli tolgo affidabilità e raziocinio», battuta tra l’altro detta da un vero scrittore in risposta a una vera domanda. Jack Nicholson intepreta un uomo pieno di nevrosi e solitario, che vedrà la sua routine sconvolta quando per la prima volta aprirà la sua vita agli altri. E a un cagnolino. Siamo nerd ed è impossibile ignorare Batman, film evento del 1989 diretto da Tim Burton e che diede il via a tutta una serie di dimenticabili pellicole sul Cavaliere Oscuro.

Batman

Almeno ci si spera: ancora ci proviamo, ma non riesciamo a levarceli dalla mente, nonostante Joel Schumacher abbia chiesto scusa. Il Batman di Burton è gotico e granitico, meno agile delle sue controparti future, ma assolutamente più minaccioso di un Christian Bale qualunque a fare la voce roca. Tanto possente eroe ha bisogno di un’antitesi efficace e Jack Nicholson ricopre perfettamente il ruolo del Joker, definendo un canone cui tutti faranno riferimento, compreso Heath Ledger per la sua magnifica interpretazione ne Il Cavaliere Oscuro. La collaborazione tra attore e regista non sarà un episodio unico, infatti il secondo vorrà il primo anche per una parte in Mars Attack! (1996), film ingiustamente molto sottovalutato.

Tre diverse espressioni di Jack Nicholson nei panni di Joker - nerdface

Una filmografia sconfinata e variegata

È difficile andare con ordine, perché la filmografia di Jack Nicholson è tanto sconfinata quanto variegata, tutta di grande qualità (a parte Wolf…): parlare d’ogni lavoro sarebbe lungo e noioso. Quelli citati sono assolutamente da vedere, ma lo stesso vale anche per molti altri che non abbiamo approfondito e che pure fanno parte del nostro bagaglio culturale. Basti citare L’onore dei Prizzi (1985), Le Streghe di Eastwick e Ironweed (1987), Codice d’Onore (1992), A Proposito di Schmidt (2002). La sua presenza sul grande schermo è terminata da qualche anno e sono girate molte voci su un problema legato alla sua memoria; Jack Nicholson stesso ha spesso precisato di non essersi ritirato ma, semplicemente, di star vagliando con più attenzione le varie proposte, che evidentemente devono essere davvero pessime, poché manca al cinema dal 2010. In relazione alla sua presunta demenza, è divertente l’episodio narrato dall’amico Danny De Vito: durante una partita a golf, una fan si sarebbe avvicinata a Jack Nicholson, dichiarando il proprio dolore per i suoi problemi di memoria. L’attore, in tutta risposta, s’è esibito in un monologo di Shakespeare. È un uomo dal carattere forte e irrequieto, amante delle donne e con diversi figli avuti dalla prima moglie, Sandra Knight, e dalle numerose amanti, a causa delle quali fu scaricato dalla compagna forse più importante della sua vita, Anjelica Huston.

L’artwork di Denise Esposito

Continua la collaborazione di Nerdface con la giovane fotografa e illustratrice Denise Esposito. Ecco la sua versione di Jack Nicholson!

illustrazione raffigurante Jack Nicholson - nerdface

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