Julie Andrews: perfetta sotto ogni aspetto!

Julie Andrews

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«You just don’t know in life. Life knocks you about and pushes you over boundaries. But be ready. Do your homework; that’s all I can say».

Perfetta sotto ogni aspetto!

Ormai lo abbiamo capito: a Hollywood c’è un killer spietato, pronto a colpire al cuore. Nessuno sembra essere al sicuro o dirsi intoccabile e le sue vittime sono scelte con lucida follia. Giovane o vecchio, poco importa, perché lo spietato assassino dei sequel è a piede libero ed è determinato a uccidere ogni film sul quale riuscirà a mettere le mani. La sua prossima preda sembrava essere al sicuro e invece, dopo essere arrivata la tragica notizia, «Mary Poppins: il sequel si farà», abbiamo anche assistito al film concreto. In quale modo si può reagire? Pare quasi di sentire tutti gli abitanti del pianeta urlare rabbia e disperazione, all’unisono. Ci sono stati quelli che «vediamo prima come viene», forti di quel paio di occasioni in cui hanno avuto raigone, e per questo carichi di un certo odioso ottimismo. Noi ci siamo uniti al primo coro, ricordando l’immortale protagonista di quel film del 1964, insieme al quale siamo cresciuti: Julie Andrews. Per chi provenisse da un altro pianeta, si tratta della bellissima protagonista di Mary Poppins, capolavoro targato Disney. Era già una star quando fu scelta per il ruolo della bambinaia inglese, nonostante si fosse imposta in un ambiente diverso da quello cinematografico, prediligendo invece i palchi di Broadway e la televisione. Nel 1956 porta in scena uno dei musical più famosi di tutti i tempi, interpretando la protagonista di My Fair Lady. Qualche anno dopo è Ginevra, nel musical preferito da JFK: Camelot. Dieci anni dopo, nel 1964, Jack Warner, uno dei Warner Bros, decide di portare sul grande schermo proprio My Fair Lady, ma preferisce Audrey Hepburn, la quale rispetto a Julie Andrews supplisce con la popolarità alla minore estensione vocale.

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Il colpo è duro ma, a dirla proprio alla Mary Poppins, «si chiude una porta, si apre un portone». E infatti Walt Disney la contatta qualche mese dopo, per affidarle il ruolo della magica tata inglese che la renderà famosa in tutto il mondo e la consacrerà come star, donandole l’Oscar come migliore attrice protagonista. L’anno successivo riesce a bissare e aumentare le sue già alte quotazioni con un altro classico: Tutti Insieme Appassionatamente. Il volto di Julie Andrews in entrambi i film è semplicemente radioso, dolce ma al contempo severo e lei appare bellissima: «Praticamente perfetta sotto ogni aspetto».

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In breve diventa l’attrice più pagata di Hollywood e si riserva di variare sul tema, recitando in Il Sipario Strappato di Alfred Hitchcock. Ma il tempo avanza inesorabile e i gusti cambiano drasticamente rotta. Stanno arrivando gli anni ’70 e porteranno un mutamento per il quale i musical diventeranno sempre meno appetibili. Julie Andrews lo scopre insieme al marito Blake Edwards, il quale la dirige in Operazione Crepes Suzette nel 1970: un fiasco tale da convincere la coppia a ritirarsi in Europa per occuparsi dei numerosi figli, lavorando saltuariamente e mai insieme, tranne che per il trascurabile Il Seme del Tamarindo. Arrivano al 1979 con un colpo pronto da sparare. Stiamo parlando di 10, commedia romantica nella quale Julie Andrews recita accanto alla bellissima Bo Derek. Il film è un successo e rilancia la coppia, che mette in cantiere pellicole decisamente più adatte ai nuovi tempi. Celebre, per esempio, il caso di SOB, nel quale Julie Andrews appare in topless, ma soprattutto il film successivo, Victor/Victoria, nel quale la nostra interpreta una donna costretta a fingersi drag queen. Diventerà un cult, tanto da convincere Edwards a trasformarlo in musical negli anni ’90 e a portarlo a Broadway. Un ritorno alle origini per Julie Andrews, ma per un crudele scherzo del destino, quando il cerchio si chiude, anche la carriera dell’attrice subisce un colpo da cui non potrà più rialzarsi.

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Nel 1997, mentre le repliche di Victor/Victoria a teatro registrano ancora il tutto esaurito, Julie Andrews è ricoverata per un’operazione di routine alla gola. Purtroppo l’intervento le lascia le corde vocali danneggiate irrimediabilmente e l’attrice perde la sua voce di cantante. Per il suo errore, il chirurgo la risarcirà con venti milioni di dollari. Se come cantante Julie Andrews ha ormai esaurito il suo ruolo, non sono ancora terminate la sua grande passione e popolarità. Allora si rimette in gioco e inizia a firmare, a quattro mani con la figlia, diversi libri per l’infanzia, creando la Julie Andrews Collection per la casa editrice Harper Collins. Di più, dona la sua voce al doppiaggio per film d’animazione come Shrek 2 (e fa sorridere pensando, alla Disney…), nel quale è sua la voce della madre di Fiona, e Cattivissimo me 2. La forza e la passione riescono anche a fare un piccolo miracolo e Julie Andrews riesce a recuperare parte del suo talento canoro, mantenendosi però ben lontana dall’estensione originale. Si gode, ora, i suoi meritati successi dopo essersi ritirata dal mondo della musica (il suo ultimo concerto risale al 2010) e concedendosi solo alcune apparizioni televisive (è la presentatrice ufficiale della PBS per il concerto di Capodanno). Nel frattempo, è diventata anche un’icona gay. Come una moneta con due facce, entrambe bellissime, Julie Andrews piace particolarmente anche al pubblico omosessuale, piace ai piccoli quando la vedono volare appesa al suo ombrello e ai grandi quando la rivedono e non possono fare a meno di notare quanto bella sia ancora oggi. Lasciamo a voi il giudizio sul sequel di Mary Poppins, ma sappiamo bene che un personaggio di tale caratura sarà sempre un paragone improponibile per chiunque. Non siamo i soli a pensarlo, fortunatamente, come testimonia il Leone alla Carriera ricevuto nel 2019 a Venezia.

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