Oceania | Disney torna alle origini | Recensione

nerdface recensione oceania

Il voto di Nerdface:
4.0 out of 5.0 stars

Titolo originale Moana
Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 2016
Durata 107 minuti
Uscita 22 Dicembre 2016
Genere Avventura
Fantastico
Regia Ron Clements
John Musker
Sceneggiatura Jared Bush
Character design
Musiche Mark Mancina
Lin-Manuel Miranda
Opetaia Foa’i
Produzione Walt Disney Pictures
Walt Disney Animation Studios
Distribuzione Walt Disney Studios Motion Pictures
Doppiatori originali Auli’i Cravalho
Dwayne Johnson
Temuera Morrison
Christopher Jackson
Nicole Scherzinger
Rachel House
Alan Tudyk
Jemaine Clement

Il voto di Nerdface:
4.0 out of 5.0 stars

«Ha scelto me»

Nell’epoca delle principesse emancipate e dai caratteri forti, perorate da Disney con film come The Brave e Frozen, arriva un nuovo tassello a fissare un ulteriore standard. In Oceania, infatti, il principe azzurro è stato del tutto eliminato dallo script e, conseguentemente, dai pensieri della protagonista, Vaiana. Togliamoci il dente e diciamolo subito: da noi si chiama così, in stile Viaggi di Nozze di Verdone, perché, come ormai anche i sassi sapranno, in originale l’eroina portava l’importante e nobile nome di Moana e dava il titolo alla pellicola stessa. Stranamente Disney ha ritenuto che in Italia fosse meglio evitare. Evidentemente non ha googlato in inglese.

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Torniamo al film. Con OceaniaDisney torna alla sua tradizione più antica. Per realizzarlo sono occorsi ben cinque anni di lavoro, durante i quali i registi Ron Clements e John Musker, benefattori che ci hanno donato, tra gli altri, Aladdin e La Sirenetta, si sono recati nei luoghi dove la storia è ambientata. L’aspetto interessante ed evocativo di Oceania, infatti, è il mistero storico da cui trae origine: i popoli del Pacifico erano grandi navigatori ed esploratori, poi, circa 3.000 anni fa, cessarono di solcare i mari per circa un millennio. A oggi, ancora se ne ignorano le ragioni. Eppure, il legame delle popolazioni col mare è rimasto ben vivido, al punto che diversi personaggi di Oceania prendono spunto da persone realmente esistenti, incontrate dai registi nel corso dei loro viaggi. È il caso della nonna di Vaiana, la quale con le onde del mare parla, dialoga e, nel farlo, accarezza dolcemente la superficie dell’acqua: nel corso della conferenza stampa, Ron Clements e John Musker hanno raccontato d’aver conosciuto una donna che si comportava davvero in questo modo.

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Il rapporto con la natura, dunque, ma anche la crescita e l’emancipazione, sono al centro di Oceania. Vaiana ha sedici anni ed è la figlia del capo villaggio: vive su un atollo meraviglioso, col suo maialino da compagnia, ma sin da bambina sembra avere un legame particolare col mare che lambisce la spiaggia. Il suo popolo ha bandito da tempo la navigazione, eppure la ragazza ne è irresistibilmente attratta. Solo la nonna sembra darle ascolto e cogliere il suo vero animo.

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Narra la leggenda che Te Fiti, madre di tutte le isole, volle condividere il suo dono col mondo, quello di dare la vita. Finché il semidio mutaforma Maui non le rubò il cuore, scatenando una terribile oscurità. Tutto sarebbe risolvibile restituendo il maltolto alla Dea, se non fosse che Maui ha smarrito il cuore di lei, inghiottito dall’oceano, dopo essere stato sconfitto da Te Ka, un demone di fuoco. Sarà proprio la ricerca di questo artefatto a spingere Vaiana a violare le regole del suo villaggio e a intraprendere un viaggio pericoloso alla ricerca di Maui e poi di Te Fiti: sulla sua gente incombe la fine e occorre prendere decisioni drastiche.

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Oceania si caratterizza innanzitutto la grafica: è incredibile come Disney riesca ogni volta a stupire e a proporre nuovi standard, ancor di più se si pensa che nel film predominano due elementi notoriamente difficili da rendere al meglio, l’acqua e i capelli. Ma è tutto l’insieme a essere stupefacente: la natura è esplosiva per colori e dettagli, i personaggi sono disegnati con un tratto morbido, ma comunque realistico. C’è anche spazio per una digressione su stili diversi, come in occasione dell’incontro con Tamatoa, un granchio gigante: le sequenze ricordano molto quelle di Nightmare Before Christmas con al centro il Bau Bau. Infine, la texture della pelle è talmente realistica, che i tatuaggi dei vari personaggi sembrano veri. A proposito di tatuaggi, quelli di Maui meritano un discorso a parte: a seconda delle vicende vissute e dello stato d’animo del semidio, cambiano e interagiscono con lui, rappresentandone la coscienza e rendendolo un personaggio dalle mille sfaccettature. Altro punto di forza sono le musiche: scritte anche con l’ausilio di autori locali, presentano almeno tre canzoni davvero intense e belle. Ma il vero colpo di grazia arriva sul finale, ricco di simbologia e di metafore, e rende Oceania un film universale nonostante, questo va riconosciuto, la vicenda nel suo svolgimento non presenti nulla di particolarmente innovativo.

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Titolo originale Moana
Lingua originale inglese
Paese USA
Anno 2016
Durata 107 minuti
Uscita 22 Dicembre 2016
Genere Avventura
Fantastico
Regia Ron Clements
John Musker
Sceneggiatura Jared Bush
Character design
Musiche Mark Mancina
Lin-Manuel Miranda
Opetaia Foa’i
Produzione Walt Disney Pictures
Walt Disney Animation Studios
Distribuzione Walt Disney Studios Motion Pictures
Doppiatori originali Auli’i Cravalho
Dwayne Johnson
Temuera Morrison
Christopher Jackson
Nicole Scherzinger
Rachel House
Alan Tudyk
Jemaine Clement