Corto circuito: il colpo di fulmine che ci fece innamorare di Johnny 5
Corto circuito

«La vita non è un malfunzionamento».
| Titolo originale | Short circuit |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | USA |
| Data d’uscita | 9 Maggio 1986 |
| Durata | minuti |
| Genere | Commedia Fantascienza Robot |
| Regia | John Badham |
| Cast | Ally Sheedy Steve Guttenberg Fisher Stevens Austin Pendleton G. W. Bailey |
| Uscita italiana | 20 Dicembre 1986 |
Colpo di fulmine
Per celebrare Corto circuito, dobbiamo tornare nel bel mezzo degli anni ’80, quando uno dei registi a noi più cari, John Badham, decide di girare un film con protagonisti alcuni robot. Fa quanto farebbe un qualunque nerd chiamato a cimentarsi con un tema del genere: studia tutto il materiale precedente e cerca di capire cosa sia stato realizzato e in quale modo. Gli capita parecchia roba buona per le mani, perché all’epoca la Fantascienza andava a braccetto con la robotica e poi c’è sempre Isaac Asimov, che sull’intelligenza artificiale aveva basato moltissimi suoi romanzi.
Il filo conduttore dei robot
John Badham, quindi, studia i classici e s’accorge subito di un filo conduttore, una tematica di fondo comune quasi a ogni racconto: le macchine sono considerate essere viventi. In molte storie, infatti, robot e androidi sono identificati come creature senzienti, sebbene si sottolinei la natura artificiale dei loro sentimenti, di solito simulati tramite programmi molto raffinati.
La nascita di Johnny 5
Allora il regista decide di ribaltare la situazione e di portare sullo schermo un robot davvero vivo, che è però preso da tutti per un giocattolone sofisticatissimo. Nasce così Corto circuito, film che appassionò i bambini del 1986, portandoli a sognare d’avere il protagonista Johnny 5 come amico e compagno d’avventura.

È il quinto di una serie di prototipi di robot da combattimento, costruiti per l’esercito americano, l’unico però a essere colpito da un fulmine durante un temporale, diventando così, come per magia, un bambino vero, capace di provare sentimenti e dotato di un’insaziabile curiosità. Ha un’anima ed è davvero grande.
Un colpo di fulmine
Johnny 5 è simpatico, buono, spiritoso, un po’ scassa cazzi ma, nel complesso, difficilmente puoi volergli male. E il fatto d’essere dotato di un fucile laser di precisione è un ulteriore deterrente. Corto circuito, lo avrete capito, non è un film di fantascienza, in nessuna sua forma, ma essa s’ispira. Il fulmine che porta alla vita Johnny 5 ha la stessa valenza scientifica di un incantesimo ed è un riferimento a Frankenstein e a moltissimi altri film horror del passato, nei quali la portentosa scarica era sufficiente a far animare ogni possibile creatura.
Ricordate Steve Guttenberg?
Corto circuito, dunque, parte da un evento fantastico per creare una serie di situazioni divertenti e in grado di strappare più di un sorriso sul volto degli spettatori. Il bersaglio è centrato in pieno, grazie a John Badham e al suo lavoro dietro la macchina da presa, come per merito di Steve Guttenberg, mattatore delle commedie americane di quegli anni e uscito fresco fresco dalla Scuola di Polizia e che, all’epoca, sembrava proiettato verso l’Olimpo delle celebrità imperiture (e forse un po’ la raggiunto).

Nell’economia della storia, interpreta lo scienziato creatore del robot: lo scopre più umano degli uomini, fino al punto d’aiutarlo nella sua ribellione. Non pensate, però, agli scenari in stile Terminator: Johnny 5 lotta e si ribella, ma come un figlio dei fiori contro l’esercito americano, che lo vorrebbe invece come una spietata macchina da guerra.
Un robot zen
È quasi zen nel suo rispettare qualunque forma di vita ed è tenace nel voler a tutti i costi non dare seguito a quella che dovrebbe essere la sua programmazione di base. Non serve dire quanto la metafora si adatti bene sia agli adulti che ai bambini.
L’espressività di Johnny 5
Cosa siamo e cosa vogliamo essere, di più, cosa gli altri vorrebbero noi fossimo per loro tornaconto personale, sono tematiche talmente universali che non stupisce il trasversale successo di Corto circuito tra i più piccoli e i più grandicelli. Il film non lesina, pur essendo una commedia, non lesina in tensione lacrime soprattutto grazie alle capacità espressive rese da Johnny 5.

Dietro le movenze del robot, c’è ovviamente un prodigio di tecnica da burattinaio. Parliamo di un animatore chiamato a eseguire i movimenti delle braccia, mentre altri si occupavano delle sopracciglia e degli occhi, ma che al contempi doveva, per richiesta specifica del regista, doppiare il droide in tempo reale, in maniera che movimenti e voce risultassero non solo sincronizzati, ma più coerenti in generale.
Questione di sopracciglia
Il risultato è superlativo e Johnny 5 intento a inarcare le sopracciglia per puntualizzare la sua collera era e resta uno spettacolo assolutamente credibile. Non a caso, la sua costruzione prese buona parte del budget, costringendo John Badham a girare il resto in relativa economia.
Il sequel
Inevitabile, di conseguenza, che anche su Corto circuito si abbattesse il morbo del sequel, curiosamente senza dare continuità al cast originale, fatta eccezione per Johnny 5. Non ebbe successo, però, nonostante non fosse poi così diverso dal primo film. Corto circuito 2 mise un punto alla storia, esaurendo ogni possibile plot narrativo per una terza pellicola. E invece no.

Infatti, il remake di Corto circuito è annunciato nel 2006, facendo scorrere un brivido scorre lungo le nostre schiene. Si parla di Dan Milano, talentuoso burattinaio, assunto presumibilmente per animare Johnny 5, ed è rivelato che il design del robot rimarrà invariato.
Nel 2009 è poi annunciato in pompa magna Steve Carr alla regia e inizia a trapelare l’idea di un ragazzino che stringe amicizia con Johnny 5, presumibilmente in crisi per via della separazione dei genitori.
Un altro Johnny 5
Dopo il cambio di regia, affidata a Tim Hill, del progetto si perdono le tracce. E forse va bene così. Preferiamo pensare che la purezza di Johnny 5 sia stata un seme che ha germogliato su un pianeta abbandonato e inquinato, dentro uno scarpone: ora si chiama Wall-E e ci ha salvato ancora una volta.
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| Titolo originale | Short circuit |
|---|---|
| Lingua originale | inglese |
| Paese | USA |
| Data d’uscita | 9 Maggio 1986 |
| Durata | minuti |
| Genere | Commedia Fantascienza Robot |
| Regia | John Badham |
| Cast | Ally Sheedy Steve Guttenberg Fisher Stevens Austin Pendleton G. W. Bailey |
| Uscita italiana | 20 Dicembre 1986 |









