Albert Finney: l’attore che seppe impreziosire ogni storia
Albert Finney

«Call me Sir if you like! […] But I think the Sir thing slightly perpetuates one of our diseases in England, which is snobbery».
Big fish
Albert Finney, classe 1936, è stato un attore britannico che abbiamo incontrato tante volte durante le nostre immersioni cinematografiche, uno di quei volti familiari che hanno impreziosito, se non determinato, il successo di numerose pellicole, spesso in quei ruoli non da protagonista, ma capaci di dare quella magia necessaria ad alzare di livello le emozioni trasmesse dal grande schermo. Ma procediamo con ordine, sicuri che, se avrete la pazienza di leggere fino alla fine, converrete con noi che almeno due personaggi fanno parte della vostra memoria.
Gli esordi con Shakespeare
Come per molti attori inglesi, anche per Albert Finney il primo amore fu Shakespeare. Il mondo dello spettacolo, quindi, lo vede inizialmente protagonista sul palcoscenico teatrale, piuttosto che sul set cinematografico. Albert Finney ha talento e lo dimostra nel 1958, alla sua prima apparizione: andò talmente bene da sostituire, l’anno dopo, un malato Laurence Olivier nel Coriolano e, a quanto pare, riesce a non far rimpiangere l’assenza del più blasonato collega.
Il cinema dietro l’angolo
Il cinema è proprio dietro l’angolo e, infatti, arriva il primo film nel 1963. Parliamo di Tom Jones, che fa conoscere Albert Finney al grande pubblico e al contempo lo consacra con la prima nomination quale Miglior Attore. La pellicola racconta le vicende del giovane e spensierato Tom Jones, orfano adottato da nobili nell’Inghilterra del 1700, un personaggio eroico e seduttore. Le peripezie quasi da film cappa e spada sembrano gettare un ponte verso un altro titolo molto più recente, esattamente uno dei due film cui ci riferivamo in apertura: Big fish.

È il 2003 l’anno d’uscita di questa pellicola di Tim Burton. Albert Finney interpreta Ed Bloom, un uomo malato che sta lentamente morendo, ma che ha avuto una vita parecchio interessante. Le sue straordinarie storie sono narrate per tutto il film e, per quanto improbabili, se non impossibili, conservano un fondo di verità che il figlio scoprirà solo nel tempo.
Un padre indimenticabile
Big fish è forse una delle pellicole più riuscite di Tim Burton e il personaggio interpretato da Albert Finney, un anziano eroe romantico, regala amche grazie all’attore britannico la figura di un padre indimenticabile, per una storia di grande dolcezza.
Big fish non è il solo film di un certo livello (il nostro, per l’esattezza il livello nerd) presente nella lunga carriera di Albert Finney, che è proseguita a gonfie vele dagli anni ’60 fino almeno al 2012. Facciamo una piccola rassegna, per arrivare all’altro titolo che sicuramente dimora nelle vostre menti.
Alcuni film da recuperare
Nel 1974, dunque, Albert Finney interpreta Hercule Poirot nella trasposizione cinematografica di Assassinio sull’Orient Express, tratto dal celebre giallo di Agatha Christie, interpretazione che gli vale la seconda nomination come Miglior Attore. Nel 1977, poi, è diretto da Ridley Scott ne I duellanti: non si tratta di un ruolo da protagonista, ma il film è vale tanto la pena.
Altre storie con Albert Finney
Nei primi anni ’80 Albert Finney è il chirurgo estetico che scoprirà una cospirazione in Troppo belle per vivere, thrillerone fantascientifico scritto e diretto da Michael Crichton. Ma è il 2000 l’anno destinato a regalarci, probabilmente, il ruolo grazie al quale molti di noi hanno conosciuto per la prima volta quest’attore. Stiamo parlando di Erin Brockovich.

La pellicola tratta dalla vera battaglia giudiziaria dell’umilissima segretaria Erin Brockovich contro la mega compagnia che ha inquinato col mortale cromo esavalente le falde acquifere di una cittadina nei sobborghi di Los Angeles è semplicemente un film da non perdere.
Il personaggio di Albert Finney ha un ruolo di supporto alla protagonista, interpretata da un’ispiratissima Julia Roberts, ma l’interpretazione di un uomo capace di intuire e sostenere la battaglia della sua dipendente è talmente azzeccata da consegnarer ancora una candidatura agli Oscar come Miglior Attore Non Protagonista.
Una scia di successi
Nello stesso anno di Erin Brockovich, Albert Finney è anche nel ricchissimo cast di Traffic, pluripremiato film di Soderbergh, ma non mancheranno altre apparizioni in pellicole di successo. Nel nuovo millennio, infatti, Albert Finney impreziosisce Ocean’s twelve e non mancheranno parti importanti, come quella nel terzo capitolo e quarto capitolo della saga cinematografica dedicata a Jason Bourne.

Sarà poi ancora con Ridley Scott in Un’ottima annata, poi in Skyfall, l’apprezzatissimo capitolo della serie di James Bond, nel quale interpreta uno scozzese alleato di 007. Albert Finney, insomma, è stato capace di ritagliare un posto di tutto rispetto nel mondo del cinema e, sebbene la sua carriera non sia mai stata arricchita da nessuna statuetta dorata, sebbene Julia Roberts abbia tenuto a dividere con lui il merito per quella vinta per Erin Brockovich, non mancano altri premi e riconoscimenti, come i tre Golden Globe vinti per Tom Jones, La più bella storia di Dickens e per The gathering storm, biopic televisivo dove interpreta Winston Churchill. Nella sua carriera ha anche avuto l’occasione di rifiutare il cavalierato, perché «perpetuating snobbery». Chapeau.











