La mosca: il mostro che abbiamo dentro secondo Cronenberg
La mosca

«Il sogno è finito e l’insetto è sveglio».
| Titolo originale | The fly |
|---|---|
| Lingua | inglese |
| Paesi | Canada USA |
| Data d’uscita | 15 Agosto 1986 |
| Durata | minuti |
| Genere | Fantascienza Horror |
| Regia | David Cronenberg |
| Cast | Jeff Goldblum Geena Davis John Getz Joy Boushel Leslie Carlson George Chuvalo David Cronenberg Carol Lazare Shawn Hewitt |
| Uscita italiana | 8 Gennaio 1987 |
I mostri che abbiamo dentro
Nel 1958 esce L’esperimento del dott. K: il film è di quelli destinati a lasciare il segno. Narra della tragedia che colpisce l’inventore Andrè Delambre, scienziato formidabile, capace di costruire una cabina di teletrasporto. Dopo i primi test con oggetti inanimati, decide di provare la sua creazione su se stesso, ma un ospite indesiderato, una mosca, s’introduce con lui nella cabina. Al termine del processo di teletrasporto, ne escono due esseri ibridi: una mosca con la testa e un braccio di Delambre e un uomo con la testa e la zampa da insetto.
Tutto parte da Kafka
Horror fantascientifico, L’esperimento del dott. K, dove la kappa è probabilmente un riferimento a Kafka, autore de La metamorfosi, si dipana tramite il racconto della sventurata moglie di Delambre, la quale confessa d’aver ucciso il marito a inizio film e svela, poco a poco, la vera entità della tragedia. La pellicola è accolta così bene che sono creati anche due sequel e, nel 1986, arriva l’immancabile remake.
Il remake di David Cronenberg
Se oggi veniamo colti da orticaria quando sentiamo il termine, all’epoca operazioni del genere riuscivano particolarmente bene (basti pensare a L’invasione degli ultracorpi, con il compianto Leonard Nimoy), soprattutto se dietro la macchina da presa c’è il nome di David Cronenberg, regista in grado di portare nel mondo contemporaneo le stesse sensazioni stranianti provate dagli spettatori degli anni ’50. Arriva, dunque, La mosca e anch’esso diventa un cult.

C’è da dire che David Cronenberg non era la prima scelta dietro la macchina da presa e che lo sceneggiatore originale aveva scritto qualcosa di molto simile al film del 1958. Il regista, però, rimaneggia fortemente la sceneggiatura e la filtra col suo particolare gusto. Il soggetto rimane identico: uno scienziato, interpretato da Jeff Goldblum, crea una macchina del teletrasporto e, quando la prova sulla propria pelle, il suo DNA è fuso con quello di una mosca. Cosa cambia dall’originale? La trasformazione.
Un lento e scioccante cambiamento
Se nel film del 1958 il protagonista esce dalla sua cabina già trasformato, ne La mosca il procedimento è più lento e, al contempo, più scioccante visivamente. È una mutazione fisica prossima a un tumore in espansione, che letteralmente distrugge il corpo dell’essere umano per sostituirlo con qualcosa d’assolutamente nuovo e rivoltante. Quanto esce dalla cabina di teletrasporto non è una mosca di 80 chili, ma una fusione tra uomo e insetto, lenta e inesorabile. In una parola: un abominio.
L’effetto sulla psiche
E mostruoso è anche l’effetto della trasformazione sulla psiche dell’uomo, come se a una decadenza fisica debba corrispondere anche quella mentale. Se il concetto non vi sembra del tutto nuovo, è perché la metafora di riferimento potrebbe essere quella sulla vecchiaia, sebbene si possa pensare che, molto più semplicemente, Jeff Goldblum perda la sua umanità perché al film serve un mostro.

A differenza di molte pellicole, ne La mosca non è la scienza a essere messa sotto esame, ma la natura umana e l’ossessione. Jeff Goldblum, infatti, è Seth Brundle, uno scienziato socialmente inadatto. Non s’accorge subito del motivo della sua trasformazione in essere ma, rinvigorito dalla forza che la mosca dona al suo corpo, inizia subito a blaterare di purificazione. Non s’accorge della sua nuova passione per lo zucchero o d’essere ora in grado di battere a braccio di ferro un cristone che pesa il doppio di lui.
Diario di una trasformazione
È troppo preso dal fatto d’essere riuscito a creare qualcosa che manderà avanti la tecnologia di mille anni. Quando, poi, scopre che il suo DNA è stato fuso con quello dell’insetto, la sua sanità mentale inizia a vacillare.

Solo allora s’aggrappa a quanto conosce: il raziocinio. Inizia, così, un video diario dove registra l’evolvere del suo corpo ma, ormai, è irrimediabilmente folle e nemmeno l’amore della sua compagna, una bravissima Geena Davis, può più salvarlo.
Un film per stomaci forti
La mosca è reso visivamente in maniera piuttosto disturbante. Dalla scena nella quale lo scienziato perde le unghie, fino a quella dov’è mostrato come si nutre, riserva una serie di sequenze molto forti, tanto che alcune saranno eliminate perché alla visione di prova suscitarono il rigetto, in senso letterale, da parte del pubblico. Una vera successione di pugni nello stomaco.

Quando lo vidi la prima volta ero bambino e lo feci per la curiosità di scoprire quali sembianze potesse avere un ibrido tra uomo e mosca. Mentre ero impaziente di vedere la creatura completa, David Cronenberg giocava con me mostrandomi, passo dopo passo, il percorso compiuto dal protagonista da uomo a insetto tanto che, alla fine, la mia curiosità era già del tutto appagata.
Chi è il vero mostro?
Sicuramente un processo voluto perché, visto il finale del film, quando la fusione è ormai conclusa, ti rendi conto che l’uomo non c’era già più da almeno metà della pellicola e che, paradossalmente, sarà proprio il mostro a compiere la scelta più umana. È stato emozionante rendersi conto di come, nel corso di tutta la vicenda, lo scienziato avesse solo l’aspetto dell’uomo e di fatto fosse già un mostro, un alieno, un egocentrico freddo e calcolatore in attesa di un qualsiasi pretesto per mollare la presa sulla sua morale. Per questo e per tanti altri motivi, La mosca del 1986 è diversa dall’originale, ma ugualmente potente.
Diverso discorso si può fare per il sequel, La mosca 2, che da David Cronenberg prende pochissimo (e male), mandando in vacca tutto il resto. Non è propriamente un film brutto, ma semplicemente non ne avremmo sentito la mancanza. Invece, sono impossibili da dimenticare le interpretazioni di Jeff Goldblum e di Geena Davis, all’epoca compagni anche nella vita.
I momenti indimenticabili di un cult
Scolpite nella memoria sono anche le cabine di «teletrasbordo», la bistecca e il babbuino; poi i denti e le unghie che cadono, l’orecchio nel mobiletto del bagno; un corpo che letteralmente si sfalda per fare posto a qualcosa di totalmente nuovo. La mosca è un cult e se non lo avete mai visto, fatelo perché, visti i tempi, il pericolo di un nuovo remake ibridato è sempre dietro l’angolo.
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| Titolo originale | The fly |
|---|---|
| Lingua | inglese |
| Paesi | Canada USA |
| Data d’uscita | 15 Agosto 1986 |
| Durata | minuti |
| Genere | Fantascienza Horror |
| Regia | David Cronenberg |
| Cast | Jeff Goldblum Geena Davis John Getz Joy Boushel Leslie Carlson George Chuvalo David Cronenberg Carol Lazare Shawn Hewitt |
| Uscita italiana | 8 Gennaio 1987 |











