Jeremy Irons: la filmografia nerd di un grande attore

un ritratto in bianco e nero di jeremy irons con i baffi - nerdface

Jeremy Irons

un ritratto in bianco e nero di jeremy irons - nerdface

«We all have our time machines. Some take us back, they’re called memories. Some take us forward, they’re called dreams».

Un freddo brivido

Jeremy Irons è l’unico attore non direttamente collegabile all’Horror capace di farci scorrere un freddo brivido lungo la schiena, in ogni sua apparizione. Ci inquieta profondamente e crediamo che le radici di questo malessere risalgano alla prima volta in cui l’abbiamo visto. La pellicola in questione è Inseparabili (1988), di David Cronenberg. Nella storia, Jeremy Irons interpreta i gemelli Mantle: vivono in simbiosi quasi totale, come se uno sia l’ombra dell’altro. Non vogliamo spoilerare il film, ma se cercate tra i migliori pugni nello stomaco che il cinema possa rifilare a tradimento, non dovete fare altro che vederlo.

Ghiaccio

I lineamenti affilati di Jeremy Irons ricordano il ghiaccio, ma in pochi attimi sanno mutare e offrire una moltitudine di emozioni, spesso solcate da vene d’ambiguità. Questa dote ha permesso all’attore d’alternarsi con grande dimestichezza tra cinema d’autore e blockbuster, pur prediligendo il primo. Sebbene non propriamente nerd, è inevitabile citare Mission (1986); Il mistero Von Bulow (1990), per cui vince l’Oscar; Il danno (1992); M. Butterfly (1993); La casa degli spiriti (1993). Pochi mesi e arriva il primo film più vicino alle nostre corde.

Do you remember Hans?

Nel 1995 John McTiernan decide di tornare sul luogo del misfatto e porta in sala il terzo capitolo di Die hard. John McClane questa volta sarà chiamato a salvare la città di New York dagli attentati orchestrati da un manipolo di terroristi, capitanati proprio da Jeremy Irons, nei panni dell’algido Simon Gruber, fratello del  povero Hans precipitato dal Nakatomi Plaza con l’orologio in mano.

occhiali tondi, jeremy irons è simon gruber in die hard - nerdface

Teso, serrato e ricco di colpi di scena, Die hard: duri a morire vede anche Samuel L. Jackson unirsi al cast e regala più di due ore di azione e divertimento. Jeremy Irons torna al cinema più impegnato, con Io ballo da sola (1996) e Lolita (1997), si concede una digressione godibile ne La maschera di ferro (1998), in cui interpreta il moschettiere Aramis e si prepara al primo serio scivolone della sua carriera.

Epic fail

Orribile in tutti i reparti, dalla regia alla sceneggiatura, Dungeons & Dragons è una pellicola del 2000 che tutti i nerd videro pieni di speranza, la stessa nutrita oggi a distanza di anni per eliminare un ricordo incancellabile. Dobbiamo però farcene una ragione: è uscito, lo abbiamo visto, lo abbiamo anche intercettato in qualche passaggio televisivo e in tempi recenti la sua minacciosa presenza è tornata a gravare con l’annuncio di un nuovo tentativo di portare su grande schermo l’opera di Gary Gygax.

jeremy irons è il mago malvagio di dungeon and dragons e suggerisce qualche consiglio a un chierico pelato e col rossetto violetto - nerdface

In Dungeons & Dragons Jeremy Irons è Profion, il mago cattivo che vuole rovesciare il regno sfruttando il potere dei draghi rossi, che riesce a controllare tramite uno scettro magico. Abbiamo certamente giocato campagne molto più belle di quanto visto nel film: Dungeons & Dragons rappresenta il punto più basso nella carriera di Jeremy Irons.

La difficile strada del fantasy…

Dopo The time machine (2002), sfortunato tentativo di portare H.G. Wells al cinema, e Le crociate (2005), di Ridley Scott, Appena un gradino sopra, Jeremy Irons torna al Fantasy con Eragon (2006), altro film tratto da libri di successo e incapace di sfondare sul grande schermo, probabilmente per l’eccessiva libertà degli sceneggiatori nel portare la trama del primo romanzo al cinema. Eragon, infatti, sembra incompleto e risulta liscio e privo d’attrattiva. Inoltre, pur essendo Ilaria D’Amico una gran bella donna, non avrebbe dovuto avere nulla a che fare con la voce del drago Saphira…

… per arrivare all’ombra di un altro cavaliere

Non sono anni luminosi per Jeremy Irons, almeno al cinema. È nel cast de La pantera rosa 2 (2009), L’uomo che vide l’infinito (2015) e nel bellissimo Race: il colore della vittoria (2016): anni che sembrano precludere, però, a un grande ritorno, caratterizzato dall’approdo in casa Wayne, per servire il giovane Bruce e custodire il suo segreto.

jeremy irons è alfred e osserva alla lente una maschera rinforzata per batman - nerdface

Jeremy Irons, infatti, è Alfred in Batman v Superman: Dawn of Justice (2016) e in Justice League (2017), compresa ovviamente la Snyder’s Cut del 2021. Come se già non fosse stato sufficiente aver dovuto fare da spalla al Cavaliere Oscuro interpretato da patatone Ben Affleck, Jeremy Irons trova anche il tempo di prendere parte a un altro film non proprio ispirato, Assassin’s Creed (2016), discendente diretto del celebre franchise di videogiochi. Ma al netto di qualche scivolone, ci troviamo al cospetto di un attore come pochi altri, magnetico e in grado d’elevare ogni pellicola un punto in più.

jeremy irons è adrian veidt, seduto in un lussuoso salotto con di fronte la torta di compleanno - nerdface

Restando in tema di supereroi, approdiamo al piccolo schermo e alla serie Watchmen, molto attesa e cha ha inevitabilmente fatto discutere molti fan del fumetto di Moore e Gibbons. Jeremy Irons è Adrian Veidt, forse più conosciuto come Ozymandias, uno dei cattivi più amati dell’universo DC Comics. Sempre in ambito di villain, ma passando al doppiaggio, è inevitabile citare la lingua affilata e traditrice di Scar, nell’indimenticabile capolavoro Disney Il Re Leone (1994). Lo stesso volto dell’infido leone con la cicatrice sull’occhio sembra trovare diretta ispirazione ai lineamenti affilati di Jeremy Irons.

il leone scar ispirato alle fattezze di jeremy irons - nerdface

Siamo grati a Jeremy Irons per aver guardato ogni tanto anche al cinema che ci è più congeniale, pure se è incappato in qualche scivolone. Basta dare un’occhiata alla sterminata mole di opere teatrali, il più delle quali shakespeariane, per capire quanto la sue doti sopraffini d’attore abbiano impreziosito il nostro immaginario.

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