Michelle Pfeiffer: vita e film di una Catwoman indimenticabile

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Michelle Pfeiffer

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«I’m a Taurus. To the bone».

Miao!

Ancora oggi è una delle donne più belle e sensuali del mondo, oltre a essere per molti la seconda migliore Catwoman (al primo posto non troverete Halle Berry) in tutto il panorama cinematografico dedicato al Cavaliere Oscuro. Michelle Pfeiffer, però, iniziò la sua carriera con un semplice concorso di bellezza. Giovanissima, si presenta e vince Miss Orange County e da quel momento parte una lunga carriera, che ancora non sembra fermarsi, malgrado alcuni lunghi periodi sabbatici.

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Se l’esordio è con un cammeo nella serie TV Lassie, la fama vera arriva nel 1983, quando Brian De Palma la prende nel cast di Scarface. È la compagna di quel Tony Montana interpretato da Al Pacino, entrato nell’immaginario collettivo e in altrettanti meme. Prima d’allora, Michelle Pfeiffer aveva già avuto qualche esperienza, ma è indubbio che sia il capolavoro del regista statunitense ad aprirle le porte del successo. Bionda e bellissima, con occhi di ghiaccio che pregheresti perché ti donassero un solo piccolo sguardo, ci ha fatto innamorare con almeno altri due film, molto diversi tra loro.

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Il primo, fatale incontro per molti di noi è nel bellissimo cult Ladyhawke (1985), per la regia di Richard Donner. Favola romantica con soundtrack di Andrew Powell rimasta nella storia, racconta la storia d’amore osteggiata e maledetta da un vescovo geloso tra un nobile cavaliere, interpretato da Rutger Hauer, e una bellissima dama, per l’appunto Michelle Pfeiffer. La presenza nel cast di Matthew Broderick e l’ambientazione situata in Italia ne fanno un vero e proprio film indimenticabile. La leggiadria del personaggio di Michelle Pfeiffer, sensuale e algida, pur rimanendo forte e determinata, ne fa subito materiale da cotta giovanile e, senza dubbio, anche chi tra voi non ha mai visto Ladyhawke potrebbe provare le stesse emozioni che abbiamo provato noi vecchi, all’epoca. La cotta infantile per la bella Isabeau, condannata ad assumere la forma di un falco di giorno, diventò poi qualcosa di molto più profondo e sensuale, quando Michelle Pfeiffer fu chiamata a interpretare Catwoman, nel secondo film di Tim Burton dedicato a Batman.

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Un cast eccezionale, con Danny De Vito nel ruolo del Pinguino e Christopher Walken in quello del perfido Max Shreck, magnate dell’energia, permise a Batman: il Ritorno (1992) di superare il successo del primo capitolo di soli 2 anni prima, con l’indimenticabile Joker di Jack Nicholson. Qui, Michelle Pfeiffer è avvolta in un costume di latex nero vagamente fetish, utile a renderla immediatamente metro di paragone per le successive incarnazioni del personaggio. Celebre la scena della gatta che, armata di frusta, fa saltare le teste di alcuni manichini in un centro commerciale: l’attrice imparò a maneggiare l’arma e chiuse la scena al primo ciak. Inoltre, mentre era impegnata con Batman: il RitornoMichelle Pfeiffer rifiutò la proposta fattale dal regista Paul Verhoeven, per il ruolo di protagonista in Basic Instinct.

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Tra l’altro, a Hollywood i rifiuti di Michelle Pfeiffer sono famosi. Sarebbe potuta essere in Thelma & Louise, ne Il Silenzio degli Innocenti e in Pretty Woman, per citarne alcuni. Scivoloni in stile Tom Selleck, se vogliamo, in qualche caso occorsi anche in fatto di scelte compiute. Come quello di Wolf: la Belva è Fuori (1994), ancora accanto a Jack Nicholson, questa volta però particolarmente sotto tono. Il film di Mike Nichols pone una visione molto particolare sull’antico archetipo del lupo mannaro e fu l’origine di alcuni problemi in fase di produzione, come l’abbandono in corsa dello sceneggiatore, e un ritardo di un paio di mesi sulla data d’uscita. È considerato ancora oggi semplicemente insignificante ed è raro vederlo anche nelle classifiche dedicate ai migliori o peggiori film sui licantropi. Ironia della sorte, stavolta per il ruolo andato a Michelle Pfeiffer era stata chiamata Sharon Stone. Ma a scorrere la sua filmografia, sono davvero molte le pellicole da recuperare, tra commedie romantiche, opere in costume e storie drammatiche. Andando in ordine cronologico, vi segnaliamo Tutto in una Notte, di John Landis (1985); Le Streghe di Eastwick (1987), sempre al fianco di Jack Nicholson e con Susan Sarandon e Cher; Le Relazioni Pericolose (1988); L’età dell’Innocenza (1993); Le Verità Nascoste (2000), di Robert Zemeckis; Mi chiamo Sam (2001). Una carriera esplosa a cavallo tra anni ’80 e ’90 e che ora sembra riprendere vigore. Michelle Pfeiffer è nel cast del recente e discusso Madre! (2017), di Darren Aronofsky e con Jennifer Lawrence; così come nella recente rilettura cinematografica di un classico di Agatha Christie, Assassinio sull’Orient Express (2017). L’attesa è stata trepidante, infine, per l’approdo di Michelle Pfeiffer in casa Marvel, in Ant-Man and the Wasp, una ingresso nell’UCM giunto a conclusione anche nell’apparizione sul finale di Avengers: Endgame. A suggellare la sua presenza nel nostro immaginario, infine, non poteva mancare la partecipazione di Michelle Pfeiffer in una delle tappe dell’universo Disney. Nel 2019, infatti, l’attrice è nel cast di Maleficent: Signora del Male, in un insolita ruolo di Regina malvagia, egregiamente interpretato. Nulla, però, potrà mai gareggiare con quell’imprinting originario che ci regalò prima con Ladyhawke e successivamente con la sua Catwoman, al punto che ancora oggi, a rivederla, vibriamo non appena dice «miao».

Continua la collaborazione di Nerdface con la giovane fotografa e illustratrice Denise Esposito, la cui storia potete recuperare cliccando QUI. Ecco il suo ritratto di Michelle Pfeiffer, realizzato in esclusiva per noi!

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